domenica 10 dicembre 2017

Lo ius soli è la panacea?

Oggi ho letto questa notizia  (?) con tutta una serie di commenti da parte dei lettori di Facebook.

non so se sia veramente la foto della coppia, l'ho copiata dal giornale

Dico subito che a me sa tanto di bufala...
Come giustamente alcuni dei commentatori osservavano, 30 anni in clandestinità scontrano frontalmente (e ad alta velocità!) con:  acquisto di casa col mutuo, 3 figli cittadini statunitensi per ius soli, si suppone assistenza sanitaria sia pure solo privata, a caro prezzo (del resto la pubblica negli USA è un'utopia), università per i figli (in Italia costa poco, ma negli USA impegna i genitori per mooolti anni di debiti).
Insomma, di cosa hanno campato per trent'anni? di sotterfugi e lavoretti in nero? come hanno allora potuto pagare tutto ciò e chiedere e ottenere un mutuo? con che diamine di documento di riconoscimento hanno girato per trent'anni?

Se invece si sono messi in regola con il permesso di lavoro (e di soggiorno regolare, non clandestino) e con l'iscrizione alla Sicurezza Sociale, magari hanno anche ottenuto la patente di guida, perché mai non hanno chiesto in trent'anni non dico la cittadinanza ma almeno un permesso di soggiorno permanente?
La cittadinanza USA si può ottenere in vari modi (tra cui nascere lì), uno di questi modi avrebbe dovuto essere a disposizione della coppia di messicani: la cittadinanza si può ottenere dopo 5 anni (in Spagna dopo 10) di residenza legale, ovvero dopo aver ottenuto la Green Card o permesso permanente di residenza.
Un altro modo che avrebbero potuto sfruttare è questo:


Poiché il loro figlio maggiore, cittadino USA,  laureato e quindi giudicabile anche ben inserito nella società statunitense, ha 24 anni, avrebbe potuto già da qualche anno chiedere per i genitori la Green Card, che col tempo avrebbe potuto permettere la richiesta della cittadinanza (vedi sopra).

Certo, se sono entrati in modo totalmente illegale (c'è chi entra legalmente come turista poi fa perdere le sue tracce) può essere che la richiesta di regolarizzazione attraverso il figlio comporti un periodo di "castigo" fuori degli USA, ma almeno tentare, no?



Ora, mi rifiuto di credere che una coppia sufficientemente in gamba da riuscire a costruirsi una vita così complessa e articolata lo abbia fatto per 30 anni  in clandestinità e senza informarsi sulle norme legali che avrebbe potuto sfruttare.

Ma non è di questa vera o inventata coppia che volevo parlare, ma dello ius soli.

Gli USA lo applicano a tutti i nati, in qualsiasi condizione di legalità o illegalità, in qualunque punto della terra che faccia parte degli Stati Uniti d'America.  Non dà però altri diritti che la cittadinanza nuda e cruda, per esempio non è prevista come in Italia la cittadinanza di un parente per ricongiunzione alla famiglia (come visto sopra, sì il permesso di soggiorno permanente).

In Italia tutti o quasi i favorevoli alla concessione della cittadinanza italiana a chiunque nasca su suolo italiano (immagino anche su navi o aerei di bandiera italiana) portano a esempio gli Stati Uniti e chiedono l'applicazione della stessa normativa.

Ma. come vedete, o testoline, lo ius soli statunitense non ha nulla a che fare con quello che vorreste concedere voi tanto liberalmente. 
E soprattutto non porta come conseguenza diretta la nazionalizzazione dei familiari...


Ne ho già scritto qui e su Facebook, sono contraria all'applicazione di uno ius soli indiscriminato, che non sia almeno temperato, come quello proposto , che prevede una certa legalità nella presenza su suolo italiano di almeno un genitore, ma a molti non sta bene, vorrebbero una totale apertura.

Fatto sta che alcuni "amici" che evidentemente amici non erano, senza neppure darmi il beneficio del dubbio mi hanno cancellato dai loro contatti, tacciandomi di razzista (vengo di tanto in tanto chiamata così!).

E pensare che in realtà sono una persona assolutamente non razzista, anche se qualche volta parlo di "razze" e non di "etníe": per me le etníe sono  raggruppamenti di tipo storico e culturale, le razze invece di tipo genetico (tipo il colore della pelle, la forma degli occhi ecc., niente a che fare con alcun tipo di superiorità o inferiorità né fisica né tantomeno mentale).

Sapete, sono molto più "razzisti" i "non-razzisti" a tutti i costi, perché sono proprio loro quelli che vedono le differenze, e spesso nel loro affanno di mostrarsi aperti diventano addirittura ridicoli, negando palesi difetti e magnificando i pregi dei loro "protetti" (ce ne fosse uno che fosse paladino dei cinesi, per esempio! no, valgono solo i neri, i musulmani o meglio i neri musulmani!). E già, perché con tutta evidenza i suddetti benpensanti prevedono lo ius soli e l'accoglienza e tutto quanto solo o quasi per i migranti di pelle scura, gli altri si arrangino!


Vi voglio raccontare alcune cose che risalgono addirittura alla mia infanzia...Ma prima riporto un brano, scritto da Renato de Rosa, arguto scrittore di cui mi pregio essere amica sia pure solo su Facebook.




Ecco, i miei ricordi da bambina sono altri.

Vivevo a Genova, all'epoca città cosmopolita, in cui non era affatto raro vedere per strada gente visibilmente di altre etníe/razze. Del resto, da sempre ho conosciuto il cugino mulatto di mia madre, il bel Mario (sposato alla splendida Giovanna, rossa tizianesca dalla pelle di latte, se ben ricordo).
Quindi non posso definire quando sia stato il momento preciso in cui ho visto una pelle bruna.

Perció il mio primo vero incontro con il "diverso" è stato quando, in seconda elementare, ho visto per la prima volta la chioma fiammeggiante (prosaicamente si potrebbe chiamare pel di carota) di Riccardo, il figlio della mia maestra, il quale di tanto in tanto fuggiva dalla sua classe per venire a piagnucolare dalla mamma... (sì, ricordo il suo nome, con l'effetto che mi ha fatto!).

più o meno era questo il colore

Successivamente, in terza o quarta elementare, non ricordo, si unì alla classe un ragazzino  eritreo, ma non ricordo particolari reazioni di stupore né da parte mia né da parte del resto della classe, era solo uno dei tanti e come tale si incorporò tranquillamente. (In realtà, facevo più scalpore io con i miei "spegetti" ovvero occhiali, all'epoca erano pochi i bambini che li portavano) Del resto, d'estate c'era chi era più scuro di lui, eravamo a Boccadasse, vicino al mare, alcuni dei miei compagni passavano più tempo al sole che in casa.

Quindi non mi venite a dire che sono razzista, quel che non ammetto è che si accolga indiscriminatamente anche chi non sa o soprattutto non vuole adattarsi alle convenzioni europee sociali di minima convivenza, a qualunque etnía appartenga, sia rom, cinese, afgana, marocchina, barbadense o marziana.




venerdì 8 dicembre 2017

Ormai non si tratta più di bugie ma di farsa.

                                                   

Avrete forse letto che il giudice Llarena incaricato del "caso catalano", ha ritirato l'ordine di cattura e estradizione nei confronti dei cinque fuggiaschi già appartenenti alla cupola del governo catalano, tra cui l'ex-presidente Puigdemont. [lui continua a considerarsi presidente, ma lo era di una regione appartenente alla Spagna, mentre la sua convinzione è di esserlo di una inesistente repubblica catalana]
È stata una mossa perfettamente legale ma astuta. Lo spiega bene questo articolo.
Ne riporto qualche brano.

"...la inesperada pero muy oportuna decisión del juez Llarena, cargada de razón, sabiduría jurídica, sentido común y compromiso con la legalidad. Propia de un buen servidor del Estado, que hace valer el principio de soberanía nacional..."

Traduco: "la inattesa però molto opportuna decisione del giudice Llarena [il GIP di questo caso], carica di raziocinio, sapienza giuridica, senso comune e impegno con la legalità ["compromiso" non vuol dire, come tradurrebbe a naso un italiano, un barcamenarsi, ma  un impegnarsi formalmente ma anche con azioni, quello che viene detto colloquialmente "mojarse" ovvero bagnarsi]. Propria di un buon servitore dello Stato, che fa valere il principio di sovranità nazionale"

"...Al quedar suspendida la euroorden, Bélgica pierde lo que hubiera sido una absurda capacidad de arbitraje político por vía judicial (¿debería decirse al revés?) en un conflicto interno de España..."

"Al rimanere sospeso l'euroordine [quello di estradizione] il Belgio perde ciò che sarebbe stata una assurda capacità di arbitraggio politico per via giudiziale (dovrebbe dirsi al viceversa?) in un conflitto interno della Spagna."

Perché, infatti,

"...No es admisible que un tercer país influya o quiera influir en un proceso penal español. El juez belga estaba a punto de cumplir la petición si a los cinco no se les juzgaba por rebelión, o sedición en su caso, por supuesta falta de parangón en las leyes de ese país..."
"Non è ammissibile che un terzo paese abbia o voglia avere influenza in un processo penale spagnolo. Il giudice belga era in procinto di compiere la richiesta [di estradizione] [solo] se i cinque [fuggitivi] non li si fosse giudicati per ribellione oppure sedizione, per una supposta mancanza di paragone nelle leggi di tale paese [a quanto pare, è un delitto non contemplato nelle leggi belghe]"
Sarebbe come dire che se l'Italia, per esempio, chiedesse l'estradizione dagli USA di un suo cittadino da indagare per un delitto di assassinio perché uccise una persona entrata di soppiatto nella sua casa [sappiamo dalla cronaca che in questi casi il cittadino viene imputato e condannato per assassinio, e i familiari della vittima risarciti], tale estradizione venisse negata perché negli USA, a quanto si legge sempre nella cronaca,  non si tratterebbe di assassinio, tutt'al più di eccesso di legittima difesa.


"...También el juez Llarena se apropia de una prueba política que justifica la decisión judicial. Los cinco fugados son candidatos a las elecciones del 21-D. Y eso le sirve como parte de la coartada para retirar la orden de detención. “Los investigados parecen haber mostrado su intención de retornar a España para tomar posesión y ejercer unos cargos electivos para cuyos comicios se han presentado recientemente”, dice en su auto..."
Il giudice Llarena inoltre fa propria una prova politica che giustifica la decisione giudiziale. I cinque fuggiaschi sono candidati alle elezioni del 21 dicembre. E questo serve come parte dell'alibi per ritirare l'ordine di cattura. "Gli investigati sembrano aver dimostrato la loro intenzione di ritornare in Spagna per prendere possesso e esercitare un incarico elettivo per le cui elezioni si sono presentati recentemente", dice nella sua sentenza.

"...El magistrado trata de evitar que sean extraditados por Bélgica sólo por alguno de los delitos por los que están imputados en España, algo que les podría beneficiar. La orden de detención en territorio español sigue vigente.."

"Il magistrato cerca di evitare che vengano estradati dal Belgio solo per alcuni dei delitti per i quali sono imputati in Spagna, cosa che li potrebbe beneficiare. L'ordine di arresto in territorio spagnolo continua a essere in vigore"

Un lettore si chiede cosa succederebbe se, una volta instaurata la repubblica catalana, una parte del suo territorio volesse rendersi indipendente (e magari riannettersi alla Spagna, senza andar tanto lontani la regione della Valle d'Aran!). Lo stesso lettore si risponde: la bozza di costituzione catalana già presentata al pubblico (e per ovvi motivi in sospeso) dichiara in un suo articolo l'unità del territorio catalano!


Comunque, ci sono vari motivi per cui questa è una farsa.


Innanzi tutto, il fatto che un paese che ha alle spalle una storia infarcita di genocidi si permetta di giudicare una democrazia (in cui c'è stata sì una dittatura, che però con i suoi crimini è stata ben lungi dal bagno di sangue attribuibile ai belgi).


Poi, chiaro, c'è sempre la montatura del numero di partecipanti a qualsiasi manifestazione pubblica, in questo caso quella di cittadini catalani che chiedevano ieri l'indipendenza di Catalogna: di solito, anche in Italia,  i crudi dati delle misure dei luoghi interessati ridimensionano il numero. 

In questo caso, 45.000 indipendentisti, sfidando leggi della fisica, si sarebbero ammucchiati in non più di  5.000 metri quadri di piazza (1.800 metri quadri)  e viali... c'è chi propone la più probabile cifra di 15.000, comunque sempre una bella quantità, abbastanza credibile considerando il giorno scelto (7 dicembre) che grazie al "ponte" con il 6, ironicamente  festa  della Costituzione spagnola, ha loro permesso di andare in gita fino all'8 dicembre, ma magari anche fino al sabato e alla domenica, in un weekend lungo, i maligni dicono finanziato anche per vie traverse dalle arche catalane (non credo che tutti i soldi mancanti  all'appello in Catalogna siano andati tutti a finire in certi conti privati in Andorra).



L'ultima trovata degli indipendentisti, forse anche come autogiustificazione in vista di un possibile risultato negativo delle elezioni del 21 dicembre, è stata quella di raccontare a chiunque li stia ad ascoltare che sono previsti brogli e irregolarità nello svolgimento delle votazioni e del conteggio delle schede.


Ora, detto da chi ha dichiarato la nascita di uno stato indipendente (sì, poi se lo sono rimangiato "qui lo dico e qui lo nego") sulla base dei "risultati" di un referendum illegale, cui proprio perché si sapeva illegale moltissimi catalani non hanno partecipato, in cui non c'è stato alcun controllo sui partecipanti, al punto che perfino dei non catalani hanno "votato" per dimostrarne l'irregolarità, in cui qualcuno ha votato fino a quattro volte, in cui si sono viste portare ai seggi delle urne già piene di schede... insomma l'illegalità e il broglio più smaccato... Bisogna proprio dire che la faccia tosta l'hanno inventata loro.


Ma anche l'ultima cosa che vi racconto è da farsa.

Come forse sapete, alcuni dei responsabili del tentativo di sedizione erano stati messi in carcere preventivo, per il rischio di reincidenza o di fuga. Poi alcuni sono stati messi in libertà condizionata, dietro pagamento di una cauzione, dovendo però consegnare il proprio passaporto proprio per evitare il rischio di fuga (come si è visto, non tanto improbabile, Puigdemont e gli altri ospiti del Belgio insegnano). Ora, uno di loro, un certo Turull, è stato colto ieri mentre cercava di rinnovare il proprio passaporto in scadenza (sì, lo stesso passaporto che avrebbe dovuto consegnare). 



giovedì 23 novembre 2017

La fine del mondo?


Adesso sì che sono preoccupata!
Non mi preoccupano le bufale ricorrenti della fine del mondo il giorno X a causa dell'avvicinarsi di una cometa, ma il cambio del clima, sia dovuto al riscaldamento globale o a altre cause più o meno esoteriche 😄, quello sì mi spaventa.

Da mesi qui non piove.

Non è esatto, è piovuto, per un totale di quasi 5 centimetri, dal 6 sera all'8 di questo mese, ma poiché la terra era riarsa, è servito a poco, bastava grattare con la punta del dito per trovare sotto asciutto.

Tutta l'estate l'abbiamo passata (salvo durante le ore centrali del giorno durante le ondate di calore -anche 38º) ad annaffiare disperatamente tutto l'annaffiabile, così abbiamo potuto salvare sia l'orto sia gran parte della frutta sia soprattutto la vigna, che aveva grappoli bellissimi ed abbondanti.

Qui un esempio, a settembre.  Le foto sono sovraesposte (credo si dica così) per l'eccesso di luce, non sono una brava fotografa e non so compensare...

le foglie iniziano a seccare e cadere, come è già seccata tutta l'erba

qui si nota come l'uva inizi a seccare sul grappolo per il calore

Ma quello che non abbiamo potuto annaffiare sono stati i castagni, avremmo impiegato giorni interi  e una piscina olimpionica d'acqua solo per loro... insomma, quest'anno pochissime castagne e piccole, niente  marron glacé né marmellata...

In compenso, i castagni sembrano impazziti: stanno ancora perdendo le foglie e i ricci ma hanno già iniziato a mettere le nuove foglioline! colpa del caldo, certo, di giorno pare d'essere a giugno-luglio, ma sicuramente ne ha più colpa la siccità!

foglie ingiallite e foglie nuove contemporaneamente!
Ma i castagni non sono gli unici impazziti! anche qualche prugno ha incominciato a fiorire! (una varietà che di solito fiorisce a fine marzo...).







Almeno i nespoli stanno seguendo l'andamento consueto, ma temo molto che se continuiamo a non avere pioggia l'anno prossimo sarà peggiore: la vigna è andata avanti bene quest'anno perché aveva ancora acqua dall'anno prima, ma nella prossima stagione? e i castagni rischiano di seccarsi, temo.

Inoltre ora è l'epoca di iniziare le potature (qui non c'è mai rischio di gelo e tra vigna e alberi da frutto, in due vecchietti come siamo, ne abbiamo per almeno tre mesi, dovremmo iniziare ora) e c'è il grave rischio di vedere gemmare subito le piante potate, troppo presto per la loro salute.

Sono già parecchi giorni che le previsioni promettono pioggia, ma vedo che ogni giorno spostano avanti la previsione di un giorno, questa sarà la volta buona? ormai non ci crediamo più.





lunedì 30 ottobre 2017

Il verosimile e il vero -parte terza



Qualche giorno fa promettevo di tornare sull'argomento delle menzogne propalate dai media sulle "aggressioni" poliziesche ai danni dei cittadini catalani lo scorso 1 ottobre, quando si inscenò la farsa del referendum illegale.

Per esempio, si sono viste foto di poliziotti mentre manganellavano gente.
Bene, alcune erano anche vere: la polizia "antidisturbi" ha appunto il compito di reprimere assembramenti non autorizzati e/o sediziosi, se necessario anche con l'uso di una forza proporzionale, e visto che c'è stata una quarantina di poliziotti (Policia Nacional e Guardia Civil) risultati feriti, evidentemente un minimo di forza proporzionale era necessaria.
Comunque dalle foto si nota che i manifestanti erano armati di ombrelli, che non saranno manganelli ma non accarezzano neppure loro.




Non solo, ma alcune delle foto sbandierate a un'attenta analisi sono risultate relative a episodi anteriori, protagonizzati... dai Mossos (polizia autonomica catalana) che reprimevano altri assembramenti. Certa gente dimentica che una volta su internet, una foto o un fatto rimangono a futura memoria.

Poi ha fatto il giro del mondo la gran menzogna dei "più di 900 feriti" che all'atto pratico sono risultati poche decine... Sì, perché i posti di Pronto Soccorso degli ospedali avevano ricevuto istruzioni, pare (ovviamente le prove sono solo verbali, si è avuto cura di non lasciare tracce), relative al conteggio  dei "feriti": sono stati considerati tali anche tutti i cittadini che si sono rivolti ai posti di Pronto Soccorso per denunciare "crisi d'ansia"  dovute all'assistere, di persona o via TV ai tafferugli davanti agli illegali seggi..




Sono state pubblicate foto di gente ferita, poi è risultato che poche erano di veri manganellati, in un caso  si trattava per esempio di una anziana caduta per le scale di casa sua e cose analoghe...
Lasciamo perdere le vergognose menzogne degli insegnanti politicizzati, che raccontavano agli alunni che la polizia aveva ucciso un bambino!


Ma la cosa più ridicola è stata la denuncia di una giovane attivista indipendentista, la quale è stata strattonata giù per le scale di un edificio, saldamente trattenuta dalla mano inguantata di un poliziotto antidisturbi, mentre le si sollevava la gonna nel divincolarsi e buttarsi a terra come fanno in genere in questi casi i manifestanti per amplificare l'apparenza di brutalità poliziesca (la gonna? già questo mi ha stupito, con mio marito ci divertiamo spesso a contare le donne che usano la gonna invece degli onnipresenti pantaloni o jeans, non sono più del 10%, e una sceglie proprio un'occasione movimentata per mettere la gonna? mah!)

Sapete (ma immagino che lo abbiate letto) come ha raccontato il fatto la ragazza in questione? che il poliziotto ha tentato di assalirla sessualmente (davanti a tutti, con riprese video in atto, con pesanti guantoni?) e che volutamente le ha spezzato le dita ad una ad una (testuale)!

Poi è risultato che neppure al Pronto Soccorso abbiano potuto fingere le dita spezzate, in realtà si è riscontrato che nell'altra mano, quella non trattenuta dal poliziotto (esistono le foto della vistosa fasciatura...) la ragazza aveva una capsulite (non è specificato se antecedente al 1º ottobre...)



Ma in questo "culebrón" (polpettone televisivo, teleromanzo) di Catalogna non ci sono solo menzogne, c'è molta gente, soprattutto in Italia, che o non si informa o non capisce quello che legge.

Un esempio trovato su Facebook



Ora, neppure a me, come all'opinatore in questione, Rajoy è particolarmente simpatico, però nella fattispecie rappresenta, in qualità di capo del governo, tutta la Spagna e le sue leggi, per cui accusarlo di essere stato lui a realizzare un "golpe" è quantomeno azzardato! (io lo definirei demenziale).

Il "golpe" l'ha tentato (anche se, come si dice qui, "le salió el tiro por la culata" come sicuramente saprete) il grande eroe dell'opinione pubblica italiana, quel Puigdemont che è riuscito a tradire nel giro di pochi giorni la Costituzione Spagnola, la Costituzione Catalana e perfino la sua propria -illegale- legge sul referendum, i partiti suoi alleati, i  cittadini catalani indipendentisti e perfino un alleato esterno, il lehendakari (capo del governo) basco Urkullu, cui aveva promesso di indire le elezioni regionali, cosa che invece poi è stato costretto a fare Rajoy.

In quanto poi all'interpretazione "stiracchiata" dell'articolo 155 (di obbligatora applicazione visto che tutti i tentativi di dialogo con Puigdemont sono stati elusi), sappia il commentatore che l'interpretazione è quella che è stata approvata dal Senato, che ha dato luce verde a Rajoy ed è quella meno invasiva per Catalogna.


Si può pensare quel che si vuole di Rajoy uomo o Rajoy politico del PP, ma come presidente del governo ha operato in modo correttissimo, passo a passo.



N.B. può apparire pleonastico linkare un video o un articolo e al tempo stesso pubblicare una cattura d'immagine. No, non lo è, rileggendo alcuni nostri post antichi ho notato che spesso i link non portano a nulla perché il video o l'articolo è stato cancellato. Per evitare quindi che alla lunga i nostri post risultino incomprensibili, preferisco usare "cintura e bretelle"!





martedì 24 ottobre 2017

Il verosimile e il vero -parte seconda

L'altro giorno stavo dicendo della menzogna sui poveri "prigionieri politici", i Jordis (Jordi è un nome molto diffuso in Catalogna, non è strano che entrambi si chiamino così), Jordi Sànchez e Jordi Cuixart.
Ecco i veri motivi per la loro detenzione, nulla a che fare con i prigionieri politici, cioè chi è incarcerato per le proprie opinioni politiche: i due Jordis invitarono i loro adepti ad aggressioni contro militanti socialisti, danneggiamenti a diverse auto della Benemerita (Guardia Civil, l'equivalente dei Carabinieri), asserragliamento per ore degli incaricati di controllare la documentazione comprovante la sedizione, concentrazioni di cittadini per bloccare l'uscita di agenti dall'edificio del Consiglio di Economia, il tutto per impedire lo svolgimento del lavoro di controllo e investigazione affidato agli agenti per ordine giudiziale. Insomma, sedizione, delitto previsto anche dal Codice Penale spagnolo. 
L'ordine di carcerazione preventiva, in attesa del processo, è dovuto al rischio di fuga, reiterazione del reato e distruzione di prove.

Da notare che uno dei due si è subito atteggiato a vittima lamentandosi della "persecuzione" da parte di un altro carcerato che gli ha gridato "viva Spagna"! insomma, torture degne di Guantanamo!

Ma di notizie verosimili ma non vere ce ne sono molte altre nella vicenda Catalogna.
Per esempio, non è affatto vero che i catalani siano vessati, repressi e "privati di diritti e libertà fondamentali" per usare le parole dei portavoce del CUP. In realtà, la Catalogna è una Regione Autonoma con una delle autonomie maggiori che si siano mai viste. (In questi giorni di referendum in Italia per l'autonomia regionale di Lombardia e Veneto, provate a fare raffronti).
La Catalogna ha le sue lingue (3, ma di fatto si usa solo il catalano), la sua polizia, potere legislativo (limitato a certi ambiti, ovvio), potere esecutivo, potere giudiziario, la sua propria Ley de Educación de Cataluña approvata nel 2009 ma su cui è pendente un ricorso di incostituzionalità. Ha simil-ambasciate sparse per il mondo... Ha lanciato la proposta, senza successo, di presentare alle Olimpiadi una propria delegazione "nazionale" di atleti...

Insomma, per farvi un'idea della "repressione" cui la dittatoriale Spagna sottopone i catalani, provate a immaginare una Regione Autonoma italiana, per esempio la Sicilia, in cui tutte le insegne e cartelli siano scritti in siciliano con traduzione (non sempre) in italiano,  in cui a scuola e nelle Università si impartiscano lezioni obbligatoriamente in siciliano, in cui per accedere a posti pubblici occorra parlare siciliano, in cui la polizia e i carabinieri abbiano compiti limitati perché sostituiti da  una polizia locale, che abbia in suo proprio Diritto Civile, che emani le sue Leggi Regionali (questo in Italia le Regioni già lo fanno) e apra un'ambasciata siciliana in Francia.


"Il Governo spagnolo è fascista". Non è vero, attualmente è sì di centro-destra, ma sono passati quarant'anni dalla dittatura di Franco, e obbedisce a una Costituzione democratica cui anche il re (anacronistico, sì, ma pare che molti spagnoli lo amino) deve sottostare... 
Un'altra menzogna fra le tante? "La maggioranza dei catalani vuole l'indipendenza" A parte la sbruffonata del dare per buoni i risultati della farsa di referendum dell'1 ottobre, risultati falsati (oltre dalle irregolarità, sul tipo dei voti doppi e quadrupli)  dal fatto che la maggioranza, sapendolo illegale, non ha partecipato, in realtà una vera e propria maggioranza gli indipendentisti non l'hanno mai avuta.
Ecco una tabella riassuntiva dei sondaggi, nel tempo.


È da notare che, dopo un periodo di aumento della scelta indipendentista, più recentemente il consenso verso l'indipendenza va calando, e questo forse è uno dei motivi per cui si è voluta forzare la mano, prima che sia troppo tardi.


Il panorama attuale dei partiti catalani è questo, da notare che anche tra gli indipendentisti c'è una sinistra (izquierda) e una destra (derecha), mentre alcuni partiti sono in posizione intermedia tra indipendeza e unione:


                          


Questo articolo spiega molto bene i vari partiti. Da notare che i nomi sono in catalano: sì, perché nella dittatoriale e oppressiva Spagna, in barba allo Statuto Catalano che impone il bi-linguismo (vabbè, tri- ma di fatto chi mai conosce la terza lingua, l'aranese?),  la Regione Autonoma di Catalogna usa in ogni ambito ufficiale il catalano, nonostante sia preponderante nei cittadini la preferenza per il castigliano.

L'Istituto di Statistica di Catalogna (non il repressivo e despota Governo centrale!) nell'ultima statistica, 4 anni fa, ha attestato che il catalano è la lingua con cui si identifica il 43,4% dei catalani, cioè la minoranza, se la matematica non è un'opinione...

Scusate se lascio a voi il compito, se vorrete, di informarvi su altre solenni menzogne su cui gli indipendentisti catalani hanno imbonito i cittadini  per convincersi alla secessione.

PRINCIPALI MENZOGNE STORICHE

PRINCIPALI MENZOGNE ECONOMICHE  (serie di articoli stilati dagli analisti economici del giornale El Mundo):
Parte 1ª
Parte 2ª
Parte 3ª
Parte 4ª
Parte 5ª
Parte 6ª
Parte 7ª
Parte 8ª
Parte 9ª
Parte 10ª
Parte 11ª
(parecchie bugie, eh? e non so se la serie continuerà...)
In altre parole, con un colpo di mano senza precedenti, Puigdemont sta forzando la mano in primis ai cittadini catalani, per mezzo di menzogne e fomentando l'odio e la confrontazione, in secondo luogo al Governo centrale legittimo, che sta seguendo ciononostante con cautela e piedi di piombo tutti i passi previsti dalla Costituzione e se dovrà ricorrere alla forza sarà perché Puigdemont e i suoi seguaci lo vogliono. 
E lo vogliono, perché ogni causa, soprattutto se ingiusta, ha bisogno di martiri.  Certo, non saranno i capi, saranno i cittadini! (Puigdemont per esempio fingendo timore si è asserragliato nel Palau, protetto da 40 guardie del corpo armate fino ai denti, per essere sicuro di non essere lui quel martire). 
E all'uso della forza, ripeto, voluta da loro, si stanno preparando da parecchi mesi, cercando di formare con i Mossos un illegale esercito ben armato...


Il perché autentico di tutto ciò? 

Credo (opinione personale) che molto abbia a che fare con il "caso Pujol" di cui potete leggere su Wikipedia: la speranza è che una Catalogna indipendente possa sottrarre tutti gli inquisiti alla giustizia spagnola. Lo stesso dicasi per quanto riguarda Artur Más.
Insomma, l'indipendenza sarebbe una bella coperta per i casi di corruzione!

Corruzione superflua, tra l'altro, visto che gli emolumenti del governo catalano sono di gran lunga maggiori di quelli dei pari grado del governo centrale.



Ma il motivo principale, credo, è la smodata ambizione di Puigdemont che vuole passare alla storia come "colui che ha portato all'indipendenza la nazione di Catalogna", il primo presidente della libera repubblica catalana (non vi ricorda i deliri di Berlusconi, "il miglior presidente del consiglio" italiano? per non parlare di Renzi, tanto tronfio e autocelebrante...).

Quello che otterrà dalla Storia, invece, signor Puigdemont, sarà di essere ricordato come colui che ha guidato Catalogna, fino a quel momento florida Regione Autonoma, a una guerra civile e a un disastro economico che trascinerà con sé anche il resto di Spagna.






mercoledì 18 ottobre 2017

Il verosimile e il vero -parte prima.

È parecchio che non scrivo qui, ma l'indignazione di questi giorni mi spinge a tornare, sia pur brevemente.

Come alcuni amici sanno, in questi giorni e da qualche mese sono in campagna, con tutto il daffare connesso, mentre proprio la connessione a Internet manca o è infima. L'unica cosa che funziona un po' è il cellulare, con cui mi mantengo al corrente ma con cui posso commentare e scrivere a fatica: a parte la piccolezza della tastiera che mi rende difficile digitare, anche se disattivo la funzione di correzione automatica mi trovo ad aver scritto (?) dei veri pasticci, basti pensare che TUTTE le volte in cui scrivo "che" mi viene corretto, una volta battuto lo spazio, con CGE. Queste poche righe già mi hanno fatto penare abbastanza, per cui passo al dunque.

Come sapete, in questi giorni in Spagna abbiamo il problema catalano, ovvero la ribellione di una minoranza (ne riparlerò) di catalani verso la Spagna, con la decisione di dichiarare quella che attualmente è una regione autonoma uno stato indipendente, precisamente una repubblica.
Su questo desiderio di indipendenza non sto a discutere, in quanto al volere una repubblica al posto di una monarchia democratica e parlamentare posso anche essere d'accordo, trovo le monarchie un residuo del passato.
Quello che invece critico è il modo con cui si vuole accelerare questo processo, che probabilmente un giorno o l'altro si sarebbe potuto concludere di comune accordo.
Già sapete che la richiesta di svolgere un referendum è stata rifiutata a norma di legge. Ma non solo dal Governo e dalla Corte Costituzionale, perfino in Catalogna si sono dichiarati contrari in un'inchiesta un quinto dei cittadini catalani  e la patronale catalana Fomento del Lavoro  ha definito il referendum e un'eventuale dichiarazione unilaterale d'indipendenza come "colpo di stato".
Ora, non mi pare che cercare di reprimere un colpo di stato sia illegittimo!
Per questo, per evitare che qualcuno si mettesse dalla parte del torto e rischiasse che il peso della legge gli si abbattesse addosso, si è cercato da parte del governo centrale di impedire la celebrazione del referendum, con i risultati che tutti conoscono.
Si è dovuto ricorrere alla forza, in proporzione con la disobbedienza civile e purtroppo si sono avuti anche dei feriti (in maggioranza tra le forze dell'ordine, ma è il loro lavoro...).
Già su questo intervento sono state propagate menzogne, riprese dai giornalisti di tutte le nazioni, che a quanto ho visto, almeno nei media italiani, non sono state smentite quando si è dimostrata la loro falsità.
Ma riprenderò l'argomento quando tra pochi giorni potrò rimettere mano su un computer...
Quelli di cui volevo parlare oggi è della menzogna dei due " prigionieri politici". In realtà, come giustamente scriveva oggi Juan Cruz su El País), occorre scambiare tra loro sostantivo e aggettivo: non si tratta di due prigionieri (sostantivo) politici (aggettivo), bensì di due politici (sostantivo) prigionieri (aggettivo). E perché prigionieri? Perché han parcheggiato in divieto di sosta?  No, perché si sono macchiati di un delitto di sedizione, previsto dal Codice Penale spagnolo. Ribadisco "penale", non "civile". Il giudice non aveva altra scelta.

Scusate, continuerò tra qualche giorno, sto diventando isterica con il correttore che mi cambia "dal" in DAK e altre piacevolezze...